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Ratei e Risconti Lezione Facile

 In quest’articolo cercherò in maniera semplificata di spiegarvi i ratei e i risconti facendovi anche degli esempi di contabilizzazione in partita doppia mentre nella seconda parte faremo un approfondimento analizzando il principio 18 dell’organismo italiano di contabilità. Alla fine vi lascio inoltre  i link per l’eventuale acquisto di alcuni testi di facile comprensione di contabilità e dove troverete anche degli esercizi guida per esercitarvi in vista di esami o verifiche

Per consolidare meglio i concetti potete anche guardare la mia video lezione dal mio canale youtube

Sommario

Ratei: Definizione

I ratei sono quote di entrate future o uscite future che misurano ricavi o costi già maturati, ma non ancora rilevati, poiché la loro manifestazione finanziaria si verificherà in esercizi futuri.

Risconti: Definizione

I risconti sono quote di costo o di ricavo non ancora maturate, ma che hanno già avuto la loro manifestazione finanziaria.

Ratei e Risconti e Principio di Competenza Economica

In ragioneria i ratei ed i risconti sono utilizzati per dare piena attuazione al principio di competenza economica. Ciò significa che costi e ricavi devono essere contabilizzati nel momento in cui  vengono a maturare, a prescindere da quella che è la loro effettiva manifestazione finanziaria.

Ratei e Risconti secondo il Codice Civile

Il riferimento normativo principale in materia di ratei e risconti è l’articolo 2424 bis comma 5 del codice civile che dispone quanto segue:

I ratei attivi e passivi sono rappresentati da:

  • quote di ricavi (o di costi) di competenza dell’esercizio ma esigibili in esercizi successivi;
  • Sono comuni a due o più esercizi;
  • la cui entità varia in ragione del tempo.

I risconti attivi e passivi, sempre in base all’art 2424 bis comma 5 invece, sono rappresentati da:

  • ricavi percepiti o costi sostenuti entro la fine dell’esercizio ma di competenza dell’esercizio successivo;
  • Sono comuni a due o più esercizi;
  • la cui entità varia in ragione del tempo.

Ratei e Risconti nella Nota Integrativa

Per le aziende che redigono il bilancio ordinario o in forma abbreviata – e comunque per quelle diverse dalle “microimprese”  la nota integrativa deve riportare 

1 – l’ esposizione dei criteri di valutazione (articolo 2427 comma 1 codice civile)

2 – l’ illustrazione delle variazioni intervenute nell’esercizio;

3 – la composizione delle singole voci quando il loro ammontare sia di notevole entità.

Scritture Contabili (esempio) dei Ratei Attivi e Passivi

Analizziamo un caso di  Ratei attivi

Si immagini il caso degli interessi attivi bancari per euro 100,00 che maturano in conto corrente con competenza IV trimestre 2021; questi interessi verranno accreditati a inizio gennaio 2022.

 Come fare per contabilizzare correttamente questi interessi? 

Si tratta di un ricavo di competenza del 2021 o del 2022?

Evidentemente si tratta di un ricavo di competenza 2021: di conseguenza si dovrà utilizzare il rateo attivo per imputarne correttamente l’importo.

Intanto In partita doppia al 31 dicembre avremo questa scrittura:

Facciamo adesso un  esempio numerico di Ratei passivi

Rimanendo in tema di registrazione di movimenti bancari, passiamo al caso in cui occorre contabilizzare delle voci di costo. Facciamo un esempio con la voce di costo commissioni e spese bancarie.

Applicando lo stesso ragionamento, con segno inverso ovviamente  avremo al 31 dicembre questa scrittura in partita doppia:

Ma come saranno le Registrazioni in partita doppia nell’anno successivo ?

In entrambi gli esempi precedenti abbiamo contabilizzato un costo e/o ricavo di competenza dell’anno precedente, ma con manifestazione finanziaria in quello successivo. Ora, quando nel 2022 dovremo contabilizzare l’entrata e/o l’uscita di banca non dovremo utilizzare un conto di natura economica..no..no.. ma dobbiamo spegnere il precedente conto accesso come rateo attivo e/o passivo.

Ritornando all’esempio sugli interessi attivi bancari, immaginando che l’accredito avvenga in data 8 gennaio, in tale data rileveremo questa scrittura in partita doppia:

Scritture Contabili (esempio) dei Risconti Attivi e Passivi

I risconti sono quote di costo o di ricavo non ancora maturate, ma che hanno già avuto la loro manifestazione finanziaria.

L’esempio numerico classico in materia di risconti attivi è quello sui fitti passivi.

Immaginiamo di pagare in anticipo ed in data 1/12/2021 l’affitto trimestrale del capannone industriale nel quale la nostra azienda realizza le proprie produzioni.

L’importo pagato è pari ad euro 3.000,00. Tale costo è tutto di competenza del 2021? Ovviamente no,… facendo una semplice proporzione (3.000:3=x:1) avremo come risultato  che il costo di competenza è pari ad euro 1.000.

Al fine di imputare correttamente tale costo dovremo quindi stornare il conto fitti passivi per la quota di 2/3 che è di competenza dell’anno successivo cioè del 2022.

Il conto fitti passivi, inizialmente aperto per euro 3.000 in dare, viene quindi ridotto ad euro 1.000 per effetto della contabilizzazione del risconto.

L’anno successivo, in occasione della riapertura dei conti in data 1/01, imputeremo correttamente il costo considerato spegnendo il conto risconti attivi, la scrittura contabile sarà questa

Per comprendere come funzionano i risconti passivi è sufficiente considerare l’esempio appena fatto, immaginando però che i fitti siano attivi invece che passivi.

Ratei e Risconti secondo l’ OIC 18

I principi contabili nazionali – nella fattispecie l’OIC18 – prevedono due criteri di calcolo dei ratei e risconti:

  • il criterio del tempo fisico;
  • il criterio del tempo economico.

Ratei e risconti: calcolo con il criterio del tempo fisico

Il criterio del tempo fisico è quello utilizzato nella prassi; esso comporta che i ricavi e costi cui ratei e risconti si riferiscono siano strettamente proporzionali nel corso del tempo.

In termini pratici questo criterio di calcolo comporta che il costo o ricavo considerato venga diviso per tutto il tempo fisico cui l’elemento si riferisce.

Il valore ottenuto viene successivamente diviso:

  • per il periodo di competenza di esercizi successivi, se si tratta di risconti;
  • per il periodo di competenza in corso di chiusura, se si tratta di ratei.

Ratei e risconti: calcolo con il criterio del tempo economico

Il criterio del tempo economico è quello da applicare quando i ricavi e costi cui ratei e risconti si riferiscono sono previsti da contratti a prestazioni non continue nel tempo. Di conseguenza, tale criterio comporta l’esclusione dal calcolo di cui sopra dei periodi in cui tali elementi reddituali non vengono a maturazione.

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